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Gastronomia

Un vasto assortimento di piatti genuini e di qualità. 

Il cibo è sempre stato un aspetto cruciale per la specie umana. Il modo in cui otteniamo il cibo dalle condizioni della natura come siamo, come viviamo e come ci relazioniamo.
Certamente, mangiare è sempre stato una condizione necessaria per rimanere in vita. Tuttavia, l’atto del mangiare ha la sua parte di godimento. Il mondo della cucina e l’arte del mangiare bene hanno sviluppato uno sguardo culturale verso il cibo e la gastronomia di ogni luogo.

Agnolotti

Gli agnolotti piatto della cucina Piemontese

Gli agnolotti sono il tipico primo piatto della cucina Piemontese e rappresentano una ricetta conosciuta ed apprezzata non solo in Italia, ma anche all’estero per la sua bontà e semplicità. Le origini degli agnolotti sono da ricercarsi in particolar modo nelle
campagne del Piemonte, dove le donne di casa confezionavano a mano questi particolari tortelli servendosi soprattutto degli avanzi di carne dei giorni precedenti. Naturalmente, in ogni zona la ricetta degli agnolotti è diversa e il ripieno viene preparato in modi differenti: nel Monferrato e nel Torinese il ripieno è costituito solamente da carni di maiale e vitello arrosto con l’aggiunta di cervella,
nel basso Canavese si aggiungono anche la verza e la salsiccia, nel Tortonese e nell’Alessandrino infine, il ripieno è costituito da uno stracotto di carne bovina e gli agnolotti saranno poi conditi con il sugo scaturito dalla preparazione dello stracotto.

Fritto misto alla piemontese

Il fritto misto alla piemontese, un piatto intramontabile

Molte regioni italiane hanno la propria “formula” quando si parla di fritto misto. A parte quello, amatissimo, di pesce, ci sono delle versioni di terra molto interessanti. Il più ricco è quello
piemontese che se, secondo le regole tradizionali, dovrebbe comporsi di ben diciotto (sì, 18!) portate, salate e dolci: quando era consuetudine macellare le bestie in casa e gli scarti e le parti meno nobili di questi animali, queste diventavano una ricetta piena di gusto e perfetta per la convivialità.
Una ricetta diversa, ogni volta Essendo un piatto di recupero, preparato in ogni famiglia, il fritto misto alla piemontese si presentava ogni volta in modo diverso, con gli ingredienti che erano disponibili in quel particolare momento. Fettine di polpa e di fegato di vitello, le salsiccette di maiale, le costolettine d’agnello senz’osso, il semolino, gli amaretti, le mele e verdure come carciofi, finocchi e zucchine. Tra i vari pezzi di carne però, parti come le cervella, il fegato e le animelle non potevano mancare. A questi venivano aggiunte verdure, come zucchine, melanzane e carote, frutta, come le mele, oltre ad amaretti e semolino. Tutto naturalmente impanato e fritto.
La nostra ricetta del fritto misto alla piemontese Inizialmente servito come antipasto, il fritto misto alla piemontese è diventato oggi un secondo ricco e molto sostanzioso. Oltre che impegnativo da preparare, per le diverse cotture necessarie.

BAGNA CAUDA

Preparazione e consumo

La bagna càuda è una preparazione a base di aglio e acciughe dissalate e diliscate, cotta a fuoco lento in olio d’oliva, riducendo il tutto a salsa.Si consuma intingendovi vari tipi di verdure di stagione solitamente divise tra crude e cotte: cardi, cipolle cotte al forno, peperoni crudi o abbrustoliti, foglie di cavolo crude, cavolfiori, topinambur, barbabietole, patate cotte a vapore, ravanelli, rape e tante altre. Un tempo si usavano solo cardi gobbi, tipici di Nizza Monferrato, topinambur e peperoni conservati nella raspa (ciò che rimaneva del procedimento di vinificazione del grappolo d’uva). Per tradizione è un piatto tipico del periodo della vendemmia, quindi da consumare prevalentemente in autunno e in inverno: una delle “leggende” sulla sua nascita vuole proprio che venisse preparato per ricompensare i vendemmiatori del lavoro prestato.

 

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